sábado, 5 de dezembro de 2009

ALESSANDRO BARICCO - "SETA" (TRAILER)

ALESSANDRO BARICCO
"SETA" (TRAILER)


ALESSANDRO BARICCO



Dopo la laurea in filosofia con Gianni Vattimo, pubblica alcuni saggi di critica musicale (la passione per la musica classica gli è stata trasmessa dai genitori, e la sua cultura in questo campo è frutto del suo studio personale): Il genio in fuga (1988), su Rossini, e L'anima di Hegel e le mucche del Wisconsin (1992), sul rapporto tra musica e modernità.Collabora come critico musicale per Repubblica e sulla pagina culturale per La Stampa.Baricco lavora anche in televisione, nel 1993 come conduttore di L'amore è un dardo, trasmissione di Raitre dedicata alla lirica e nel 1994 come ideatore e conduttore di un programma dedicato alla letteratura dal titolo Pickwick, del leggere e dello scrivere, affiancato dalla giornalista Giovanna Zucconi. Nel 1998 con il regista teatrale Gabriele Vacis cura il programma Totem, delle lezioni sull'amore per la lettura a cui seguirà una tournée nelle piazze italiane (dello spettacolo, trasmesso anche su Raidue, sarà pubblicato un libro della Fandango Distribuzione e due videocassette della Rizzoli).Durante gli anni novanta Baricco si afferma pubblicando i romanzi: Castelli di rabbia (1991), Oceano mare (1993), Seta (1996) che non ha raggiunto il pieno consenso della critica, City (1999), Senza sangue (2002). Nel 1994 esce Novecento. Un monologo, da cui è stato tratto un lavoro teatrale (con Eugenio Allegri e la regia di Gabriele Vacis a partire dal 1994, e con Arnoldo Foà in un nuovo allestimento nel 2003) e un film, La leggenda del pianista sull'oceano di Giuseppe Tornatore. Per Feltrinelli pubblica due raccolte degli articoli scritti per la Stampa e Repubblica (Barnum, del 1995, e Barnum 2, del 1998). Scrive anche, nel 1996, un testo teatrale per la regia di Luca Ronconi: Davila Roa, andato in scena al Teatro Argentina di Roma e mai pubblicato. Nel 2002 pubblica Next (Feltrinelli), breve saggio sulla globalizzazione . A febbraio 2003 esce Partita spagnola per Dino Audino Editore, una sceneggiatura scritta da Baricco nel 1987 a quattro mani con Lucia Moisio, sulla storia di Farinelli, la voce bianca del '700, poco aderente ai dati storici del personaggio, in realtà.
Nel
2004 pubblica Omero, Iliade (Feltrinelli) un lavoro sulla traduzione di Maria Grazia Ciani dell'Iliade da cui Baricco trae un reading teatrale.Nel 2005 passa dalla Rizzoli alla casa editrice Fandango di Domenico Procacci, con cui pubblica il romanzo Questa storia.
Dopo l'esperienza televisiva ha fondato, insieme ad altri soci, la
Scuola Holden a Torino, dove si studiano tecniche della narrazione con uno sguardo multidisciplinare.
Nel periodo tra maggio e ottobre del
2006 ha scritto su La Repubblica un "romanzo - saggio a puntate ", I barbari, su quella che lui definisce la 'mutazione' in atto nella civiltà postmoderna . I lettori possono esprimere un commento sul sito internet del giornale. Il saggio è pubblicato con qualche aggiunta nel 2006.
Nel 2007 esce la trasposizione del romanzo Seta. Il film è prodotto da Domenico Procacci della Fandango e il regista è il canadese
François Girard. Nel cast Michael Pitt e Keira Knightley. Baricco, al contrario del film di Tornatore, questa volta ha curato personalmente la sceneggiatura.

sexta-feira, 27 de novembro de 2009

"FATTI MANDARE DALLA MAMMA" - PLAYBACK

"FATTI MANDARE DALLA MAMMA"
PLAYBACK





È un'ora che aspetto
davanti al portone
tu trova una scusa
per uscire di casa.

Fatti mandare dalla mamma
a prendere il latte
devo dirti qualche cosa
che riguarda noi due.

Ti ho vista uscire dalla scuola
insieme ad un altro
con la mano nella mano
camminava con te.

Tu digli a quel coso
che sono geloso
che se lo rivedo
gli spaccherò il muso.

Fatti mandare dalla mamma
a prendere il latte
devo dirti qualche cosa
che riguarda noi due.

Ti ho vista uscire dalla scuola
insieme ad un altro
con la mano nella mano
camminava con te

Tu digli a quel coso
che sono geloso
che se lo rivedo
gli spaccherò il muso.

Fatti mandare dalla mamma
a prendere il latte
presto scendi
scendi amore
ho bisogno di te
ho bisogno di te

GIANNI MORANDI - "FATTI MANDARE DALLA MAMMA"

"FATTI MANDARE DALLA MAMMA"
GIANNI MORANDI


LUCIO DALLA - "TU NON MI BASTI MAI"

TU NON MI BASTI MAI
LUCIO DALLA

terça-feira, 17 de novembro de 2009

IL MIO RAPPORTO CON IL TEMPO

IL MIO RAPPORTO CON IL TEMPO

Io ho una relazione un po’ strana con il tempo. Lo guardo di maniere diverse secondo il mio stato d’animo.
Da un punto di vista pratico, non sempre posso usarlo con efficacia.
D’altra parte, cerco di vivere il presente perché sono d’accordo con la teoria che afferma che la forma di vivere il presente determina il futuro, ma non rinnego il passato.
Credo che, soprattutto dopo una certa età, possa essere bello ricordare cose del passato. Senza nostalgia malsana, soltanto per il piacere di sentire ancora momenti eccezionali, ad esempio, la sensazione di pienezza sentita scendendo dal “Pão de Açucar” con la baia di Guanabara ai nostri piedi, dopo un concerto da Intillimani, o ancora una passeggiata tra gli alberi con gli splendidi colori di un giorno d’autunno.
Ci sono giorni ai cui, quando mi alzo, maledico il tempo perché il mio braccio, il mio ginocchio o qualsiasi altra parte del mio corpo non è in piena forma, oppure allora posso vedere una nuova ruga, ma... Alla fine, il tempo non esiste, È UN’ILLUSIONE!!

Desi Barrado, Italiano – Livello Intermedio


Per me il fattore tempo è una cosa un po’ difficile da gerire, perché penso sempre di avere tutto il tempo del mondo per fare le cose. Infatti, le conseguenze di questo procedimento non sono le migliori, ciò che a volte mi fa arrivare in ritardo agli appuntamenti, cioè, dopo l’ora accordata con gli amici, oppure con altre persone, ciò che rende ancora le cose più difficili... Ecco perché scrivo sulla memoria del cellulare tutti i miei appuntamenti e impegni, per non dimenticare nessuno, e, soprattuto, per non andare in fretta con la macchina, o arrivare in ritardo.
Avrò un problema da gerire le ore ed i minuti disponibili nella mia vita? Chi lo sa, ma, davvero, il problema è difficile...

José Lança, Italiano – Livello Intermedio


Io vivo tra i tempi.
Non voglio il tempo passato, e non penso al tempo futuro.
Il giorno di oggi è quello a cui io mi impegno: nella mia famiglia, nel mio lavoro e nella mia pittura.
Io ho due certezze: l’una è “io morirò” e l’altra è “oggi voglio essere felice”.

Teresa Silva, Italiano – Livello Intermedio

quinta-feira, 12 de novembro de 2009

domingo, 4 de outubro de 2009

terça-feira, 21 de julho de 2009

ALESSANDRO MANZONI

Alessandro Manzoni (Milano 1785-1876) è il grande esponente del Romanticismo italiano. Con la sua opera "I Promessi Sposi", scritta nel 1849, Manzoni pone la basi del romanzo italiano. La storia si svolge in Lombardia nel 1600, durante l'epidemia di peste. I protagonisti sono persone del popolo, ma nel libro compare tutta la società del tempo.

quinta-feira, 28 de maio de 2009

ITALIA: CAMPIONI DEL MONDO

ITALIA CAMPIONI DEL MONDO
CANZONE: UN' ESTATE ITALIANA
GIANNA NANNINI E EDOARDO BENNATO


I PROMESSI SPOSI IN DIECI MINUTI

"I PROMESSI SPOSI IN DIECI MINUTI"


ALESSANDRO MANZONI - "I PROMESSI SPOSI"

ALESSANDRO MANZONI
"I PROMESSI SPOSI"


segunda-feira, 25 de maio de 2009

ANTONIO TABUCCHI PARLA DEL BERLUSCONISMO

ANTONIO TABUCCHI PARLA DEL BERLUSCONISMO


quinta-feira, 21 de maio de 2009

DEL PIERO E LA PARTITA DI PALLONE

Del Piero e "La Partita di Pallone" di Rita Pavone


RITA PAVONE - "LA PARTITA DI PALLONE"

RITA PAVONE
"LA PARTITA DI PALLONE"


JOVANOTTI - "I NUMERI"

JOVANOTTI
"I Numeri"


terça-feira, 28 de abril de 2009

SERGIO ENDRIGO - "CI VUOLE UN FIORE"

SERGIO ENDRIGO
CANZONE "CI VUOLE UN FIORE"


quarta-feira, 8 de abril de 2009

TERREMOTO IN ABRUZZO

LE PRIME TESTIMONIANZE DELLA TRAGEDIA




TERREMOTO IN ABRUZZO

TERREMOTO IN ABRUZZO

TERREMOTO IN ABRUZZO

TERREMOTO IN ABRUZZO
COME UN LEGO IN MILLE PEZZI
IL DISASTRO VISTO DAL CIELO

Getti lo sguardo sui tetti fiammanti, sulle infrastruture, lo stadio, le scuole, i giardinetti e vorresti tirare un respiro di sollievo: L'Aquila non è la cartolina di una tragedia vista da qui, dall'alto. Ma poi l'elicottero del Corpo forestale si abassa, si avvicina a quei tetti, alle case, alle strade, alle chiese e allora l'angoscia ti acchiappa le viscere e ancora non sai che questi crolli e queste crepe saranno soltanto un assaggio di quanto ti aspetta in questo volo sopra il terramoto.

All'Aquila il sisma ha colpito in maniera selettiva. Come se uno psicopatico con un martello in mano avesse deciso di picchiare ora qui, ora lì, ora quel palazzo, ora quella chiesa (almeno quattro o cinque), ora quell'edificio, tanti quelli venuti giù nel centro storico.

Già, il centro storico: prima di volare via in direzione dell'epicentro del disastro abruzzese, il pilota si ferma a fissare quel cumulo di macerie nel centro dell'Aquila. Lì sotto è morto anche Luigi Giugno e suamoglie Giovanna incinta e il loro figlio Francesco, nemmeno due anni. Luigi era uno delle circa centocinquanta vittime di questo maledetto terremoto. Di quelle che si è riusciti a contare fino ad ora, perlomeno.

Dall'Aquila a Paganica in elicottero c'è giusto il tempo di scrivere tre parole su un taccuino. E arrivati a Paganica provi a crederci che quei palazzi del centro ridotti in briciole neanche fossero biscottini, e poi le macerie accumulate tutte intorno, siano il peggio che tipossa capitare di vedere. Ma la verità è che l'elicottero non ha ancora sorvolato Onna.

Oggi , a guardarla da cielo, Onna sembra una gigantesca costruzione di pezzetti di Lego presa a calci da un bambino impazzito. Adesso l'angoscia che all'Aquila ha acchiappato le viscere le sta masticando con la fog di un dobermann inferocito. Adesso si vorrebbe scendere da questo bell'elicottero del Corpo forestale e stabilire che così è possibile uscire da quello che altro non è statose non un incubo. Che tutto quello che si è visto fino ad ora sonostati davvero plastici di città. Davvero costruzioni del Lego. Davvero castelli i carta. Giochi, nient'altro.

Alessandra Arachi, in Corriere della Sera, Martedì 7 aprile 2009


quarta-feira, 11 de março de 2009

LEANDRO BARSOTTI - "MI PIACE"

LUCA CARBONI - "INNO NAZIONALE"

Racconto "Oggi passerò l'esame"

Racconto “Oggi passerò l’esame”

Lorenzo è uno studente di Lettere. Oggi ha un esame di Letteratura Italiana e per la terza volta intenta a superarlo. Stavolta è meglio preparato e ha studiato bene i suoi appunti.
Lorenzo esce dalla casa, prende il motorino, e va alla facoltà. Gli piace molto andare cosi quando fa bel tempo.
Dopo andare via sulla strada, osserva una ragazza molto carina, veramente bella, diciamo, a fianco, aspettando ad un semaforo. La guarda, parla con lei, e le chiede se anche lei va all’università come lui. La ragazza risponde di sì, e il nostro studente è già molto curioso.
All’università Lorenzo osserva che la bella ragazza è la dotoressa Antonella Luciani, assistente della professoressa Levi, con cui inizierà l’esame.
La dottoressa Antonella, la ragazza del motorino, sorride al giovane con complicità. Lorenzo crede che questa volta l’esame andrà benissimo e tornerà felice a casa sua.
José M. Lança (Italiano – Livello 2)
Racconto - “Oggi passerò l’esame”
Di solito, alla vigília di un esame, Lorenzo non può dormire. L’esame di oggi è diventato un brutto sogno, perché l’ha già fatto due volte senza superarlo. Ma stavolta si è preparato bene. L’esame comincia alle ore 9.00, ma alle 7.00 Lorenzo si è già alzato e dopo il bagno, va in cucina dove incontra suo padre. Il padre lo guarda con quella espressione di chi non crede più che suo figlio riuscirà a laurearsi in corso. E in più, che una laurea in Lettere non porterà Lorenzo lontano. Lui voleva che Lorenzo studiasse Giurisprudenza come lui e così potrebbe prendere il suo posto nel suo studio e avere un lavoro assicurato.
Sua madre entra anche in cucina e gli desidera buona fortuna, come di solito, prima di un esame. Lorenzo la rassicura dicendo che oggi va a passarlo e il padre gli grida dalla porta che vada piano in motorino.
Fa bel tempo e Lorenzo può andare alla facoltà in motorino. Siccome ha tempo, va a fare un giro per le strade con meno traffico.
Ad un semaforo Lorenzo aspetta vicino ad una Vespa blu che è guidata da una ragazza. La ragazza sembra carina e quando si rende conto che Lorenzo la guarda, anche lei lo guarda, ma come a dire “che vuoi?”. In quel momento Lorenzo capisce che lei è veramente una propria bellezza, ma una bellezza diversa da tutte le ragazze che lui conosce. Forse una bellezza più... adulta.
Quando il semaforo cambia, la ragazza prende la prima strada a destra e, per un attimo, Lorenzo è tentato di seguirla, finalmente però si decide per un’altra strada. Entra nel centro storico dove le strade strette portano alla zona unversitaria e con una grande sorpresa incontra ad un altro semaforo rosso la Vespa blu. Nuovamente si mette accanto, sebbene cerche di non guardare la ragazza. Ma adesso è lei che lo guarda veramente arrabiata.
“Te l’assicuro. Non ti ho seguita!!! Benché anche io dovessi andare a destra, ho preso un’altra strada a sinistra. Ti chiedo scusa, ma io...”, dice Lorenzo.
La ragazza lo guarda ancora per un momento e poi comincia a ridere. Anche Lorenzo ride e le domanda se anche lei va all’università. Quando lei risponde affermativamente, Lorenzo dice che lui studia Lettere e che ha un esame di Letteratura Moderna. La ragazza lo guarda sorpresa, sorride, ma non dice più niente.
“Non dirmi che anche tu hai lo stesso esame!”, esclama Lorenzo.
“Beh..., diciamo di sì.”
“Allora ci vediamo lì. Io mi chiamo...”
Ma un automobilista che aspetta dietro di loro gli grida che partono perché il semaforo è già verde. Lorenzo parte allo stesso tempo mentre grida il suo nome alla ragazza:
“Lorenzo! Mi chiamo Lorenzo!”
“Cosa??”, grida la ragazza, ma non può udirlo con il rumore e la confusione del traffico.
Quando arrivano al parcheggio dell’università, Lorenzo parla:
“Ti dicevo al semaforo... Lorenzo, mi chiamo Lorenzo.”
“Antonella”, dice la ragazza con un sorriso. Lorenzo guarda i suoi capelli lunghi e scurissimi, il sorriso luminoso e gli occhi, quegli occhi... e teme di essersi già innamorato di lei. Ma Antonella sembra un po’ imbarazzata parlando con lui.
“A che anno sei?”, le chiede Lorenzo, non solo per dire qualcosa, ma per rimanere con lei.
“Ehm... diciamo che sono fuori corso. Molto fuori corso”, risponde Antonella con lo stesso sorriso imbarazzato.
“Ah, io sono...”
“Scusa, Lorenzo, ma prima dell’ esame bisogno andare in biblioteca. Ci vediamo all’esame, d’accordo?”
“Sì, d’accordo, ciao...”, ma Antonella è già partita. “Forse abbia un ragazzo”, si dice Lorenzo con tristezza.
Desideria Barrado (Italiano – Livello 2)

quinta-feira, 5 de março de 2009

Pubblicità Italiana

FIAT
Meravigliosa Creatura - Gianna Nannini


quarta-feira, 4 de março de 2009

Le lettere d'amore - Roberto Vecchioni

Fernando Pessoa chiese gli occhiali
e si addormentò
e quelli che scrivevano per lui
lo lasciarono solo
finalmente solo...

Così la pioggia obliqua di Lisbona
lo abbandonò
e finalmente la finì di fingere fogli
di fare male ai fogli...

E la finì di mascherarsi dietro a tanti nomi
dimenticando Ophelia
per cercare un senso che non c'è
e alla fine chiederle:
"Scusa se ho lasciato le tue mani,
ma io dovevo solo scrivere, scrivere
e scrivere di me..."

E le lettere d'amore,
le lettere d'amore
fanno solo ridere;
le lettere d'amore
non sarebbero d'amore
se non facessero ridere;
anch'io scrivevo un tempo lettere d'amore
anch'io facevo ridere;
le lettere d'amore, quando c'è l'amore,
per forza fanno ridere.

E costruì
un delirante universo senza amore
dove tutte le cose
hanno stanchezza di esistere
e spalancato dolore.

Ma gli sfuggì che il senso delle stelle
non è quello di u uomo,
e si rivide nella pena di quel brillare inutile,
di quel brillare lontano...

E capì tardi che dentro
quel negoziodi tabaccheria
c'era più vita di quanta ce ne fosse
in tutta la sua poesia;
e che invece di continuare a tormentarsi
con un mondo assurdo
basterebbe toccare il corpo di una donna,
rispondere a uno sguardo...

E scrivere d'amore,
e scrivere d'amore
anche se si fa ridere
anche quando la guardì,
anche mentre la perdì
quello che conta è scrivere;
e non aver paura
non aver mai paura
di essere ridicoli;
solo chi non ha scritto mai
lettere d'amore
fa veramente ridere.

Le lettere d'amore,
le lettere d'amore,
di un amore invisibile;
le lettere d'amore
che avevo cominciato
magari senza accorgermi;
le lettere d'amore
che avevo immaginato,
ma mifacevan ridere
magare fossi in tempo,
se avessi ancora il tempo
per potertele scrivere...



terça-feira, 3 de março de 2009

Gente di Mare - Umberto Tozzi

A noi che siamo gente di pianura
navigatori esperti di città
il mare ci fa sempre un po' paura
per quell'idea di troppa libertà.
Eppure abbiamo il sale nei capelli
del mare abbiamo le profondità
e donne infrddolite negli scialli
che aspettano che cosa non si sa.
Gente di mare
che se ne va
dove gli pare
dove non sa.
Gente che muore
di nostalgia
ma quando torna
dopo ungiorno muore
per la voglia di andare via.
E quando ci fermiamo sulla riva
lo sguardo all'orizzonte se ne va
potandoci i pensieri alla deriva
per quell'idea di troppa libertà.
Gente di mare
che se ne va
dove gli pare
dove non sa.
Gente corsara che non c'è più
gente lontana che porta nel cuore
questo grande fratello blu.
Al di là del mare
c'è qualcuno che
c'è qualcuno che non sa
niente di te.
Gente di mare
che se ne va
dove gli pare
dove non sa.
Noi prigionieri in questa città
viviamo sempre di oggi e di ieri
inchiodati dalla realtà...
e la gente di mare va.
Gente di mare
che se ne va
dove gli pare
dove non sa.
Noi prigionieri in questa città
viviamo sempre di oggi e di ieri
inchiodati dalla realtà...
e la gente di mare va.